Comincio ad avercela di tutto cuore coll’ottimismo, ossia buonismo, come va di moda dire. In che senso? Nel senso che orientare il pensiero all’ottimismo inficia le sue capacità di analisi e penetrazione, lo infiacchisce profondamente, lo ottenebra. Il pensiero è una lama forgiata nella lucidità, se la stemperiamo coll’ottimismo il massimo che possiamo raccogliere è un po’ di arguto ottundimento.
Le visioni del mondo dominanti sono impregnate di ottimismo, l’ortodossia esistenziale ne è piena, film e telefilm traboccano di un umanismo buonista sclerotico. E poi libri ne sono impregnati. Io sento il lezzo che spande l’ottimismo…