sacri lacerti

L’inserimento di scampoli di sacro nelle pubblicità è cosa antica. Più giovane, ma già affermata, la tendenza a cucire le sacre pezze nelle trame di film commerciali e di serie televisive. Ne emerge una confusione mentale altissima in chi “cuce”, ossia negli autori… è un colore fra gli altri della tavolozza, lo mettiamo qua e là… ci sta bene… e così, totalmente decontestualizzato, il sacro è dissacrato; può esprimere il sacro chi il sacro non lo sente, non lo vede?! Un artificio narrativo e nulla più?! Una pezzuola colorata nel mucchio dello stracciarolo?

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Ahi, chioccia Italia

Io credo che in quest’epoca l’Italia stia “incubando” qualcosa di nuovo. Non saprei dire esattamente cosa, solo ipotesi; certo è che temo la predilezione tutta nostra per le scorciatoie, e l’attitudine all’inventiva sulla strada verso i guai… temo che le dande europee possano poco… temo

promozioni

Fenomeni tipo Google hanno mostrato quanto possa la forza creativa non convenzionale in ambito economico. Ci si adegua in giro: stanno istituzionalizzando la creatività e ne fanno una divisione aziendale… secondo me bisognerebbe aggiornare l’Apocalisse ai tempi moderni e inserirvi cose del genere, tipo… “E venne il giorno in cui alla bestia orribile spuntò una testa in più e fu chiamata creatività promozionale… ops… promotional creativity”

squarcio d’Italia

Spesso i giovani in luogo di darsi da fare, vuoi nello studio, vuoi nella preparazione dei concorsi, vuoi ancora nella ricerca attiva di un buon lavoro, preferiscono cullarsi nella speranza di trovare una sistemazione grazie al potentello di turno. Molte volte poi, i genitori stessi danno il “buon esempio”, prostrandosi nella supplica in loro vece…