una volta

Una volta un trapper era un fegataccio che si inoltrava nella natura selvaggia in cerca di prede, oggi è un tizio mal vestito, coi denti finti e catenacci al collo che canta sillabando… bah! Sono vecchio…

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Ken

E Macron mi assomiglia ogni giorno di più a Ken, il fidanzato inutile di Barbie…

distanze

Il senso di quanto la nostra società sia ormai laica me lo ha dato una volta di più stamattina il tono derisorio delle reazioni alle dichiarazioni del capo di gabinetto Cesarani, un credente evidentemente. Costui, in estrema e brutale sintesi, ha detto che i cambiamenti climatici sono colpa dell’uomo e che, siccome nel cuore dell’uomo agisce traendolo verso il male Satana stesso, i cambiamenti sono colpa dell’influenza del maligno. Un banale sillogismo con niente di particolare direi, un’affermazione che un credente difficilmente troverebbe da correggere, eppure gli è calato addosso al funzionario un profluvio di risate derisorie, come se avesse detto chissà quale fregnaccia puerile…

al potere!

Gli uomini di potere, si sa, hanno una morale molto “flessibile” e fanno mediamente piuttosto schifo, ma certe volte si superano e diventano veramente ributtanti… Erdogan che fa la morale al principe saudita… bleeeeeeahhhh!!!

leggi che ti passa.

Stamattina leggevo un articolo in cui si riportavano le statistiche di lettura in Europa e, sorpresa sorpresona, il nostro paese si piazzava benissimo: penultimo subito prima della Francia. Tiè! Beccatevi questa cuginastri!

C’è poco da ridere in effetti.

E comunque mi sono sorte un paio di considerazioni in proposito.

La prima è che ci deve essere un motivo se lì in fondo ci siamo noi e loro. Scommetto pure che ci sarebbe stata la Spagna a braccetto se non fosse, credo, che loro vivono ancora sull’onda dell’entusiasmo d’essere usciti da tempi bui. Dunque se le cose stanno così e la scarsa propensione alla lettura e quindi alla cultura è un sintomo, allora la *”malattia”* appartiene alle culture latine e cattoliche, ci dev’essere qualcosa nelle nostre società che batte in testa, qualcosa che spieghi il perché. Tuttavia non mi azzardo neanche a provarci a dare una spiegazione: troppo grossa la faccenda.

La seconda considerazione ha a che fare propriamente con le cose che si leggono, ossia i libri. A ben vedere dentro la statistica c’è tutto, di necessità, e quindi anche e, temo, soprattutto la letteratura di consumo, quella dei best seller per intenderci, quasi sempre polpettoni thriller pieni di azione, botti e situazioni ampiamente al di là della verosimiglianza. Non ho nulla contro questo genere, nulla di assoluto dico, penso ci sia spazio anche per esso nel grande ventre accogliente della letteratura; mi spaventa però il pensiero che la faccia da padrone e domini le vendite di libri. Mi spaventa parimenti, anche se molto meno per la verità, che risultino assai letti pure i classici, in ogni modo molto più delle letteratura contemporanea. Di per sé non ci sarebbe niente di male ovviamente, dopotutto meglio un grande classico che un romanzaccio strombazzante, ma il punto è proprio questo, ossia la mancanza di diffusione reale della letteratura di qualità contemporanea. Il bello è che la situazione è viziosa e circolare: meno si apprezza la buona letteratura meno gente di talento vi si dedicherà e come risultato noi, tutti noi, vivremo in un mondo peggiore ogni anno di più.