maiblogghe

9 dicembre 2011

azione!

Filed under: Pensierini — canalugi @ 11:12

Proposito di azione politica centrale: mandare in filodiffusione 10 volte al giorno nelle aule parlamentari e nelle sedi minesteriali il discorso di Pericle alla Polys
http://www.avvocatoandreani.it/documenti/varie/Pericle-discorso-agli-ateniesi-461-AC.htm

Proposito di azione decentrata: mandare in giro auto dotate di altoparlanti che diffondano in continuazione la lettura del discorso di Pericle alla Polys
http://www.avvocatoandreani.it/documenti/varie/Pericle-discorso-agli-ateniesi-461-AC.htm

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3 settembre 2011

parabole

Filed under: Pensierini — canalugi @ 9:36

L’impressione di déjà-vu nella vicenda di Berlusconi è patente. Visibilissima mi pare la parabola seguita, ora in fase nettamente discendente: ascesa-gloria-onori-battaglie-merda, l’ennesima incarnazione del potere italiano, del garante delle classi dominanti, inguardabile ma funzionale alla perpetuazione dello status-quo. “Ora lo molliamo, è indifendibile ormai, e ne cerchiamo un altro, un altro che ci faccia fare i beati cazzi nostri, che non ci faccia pagare le tasse, non ci rompa con gli scontrini fiscali e le ricevute, ci faccia costruire liberamente, ci lasci tranquillamente portare i nostri soldi dove vogliamo e magari si metta anche d’accordo sottobanco colla mafia, ché almeno rimane tranquilla… ”
Non facciamoci illusioni…

2 settembre 2011

la vita è bella

Filed under: Pensierini — canalugi @ 9:03

Penso che la vita sia bella
ma piuttosto per sottrazione che per altro,
perché di vita c’abbiamo solo questa.
Le altre, tutte le altre
stanno nella mattìa.

22 agosto 2011

fallimenti

Filed under: Pensierini — canalugi @ 16:48

Ascolto da tempo le rivendicazioni sul “fallimento del capitalismo” da parte di progressisti di varia natura. Le ascoltavo dando quasi per scontato il mio assenso, tacito ed ovvio. Ultimamente vado riflettendo un po’ di più sulla faccenda e mi vado convincendo che “il fallimento” sia questione tantino più complessa. Per farla breve: il capitalismo è solo un certo modo di funzionare dell’economia, l’economia è comunque un fattore nella vita su questo pianeta: c’è c’era ci sarà, esisterà in una qualsiasi forma. Fallire non è quindi un concetto appropriato in questo contesto, almeno così mi sembra. Credo invece che il fallimento sia una categoria giusta e calzante nel caso della democrazia liberale: essa sì sta fallendo nel suo compito fondamentale di rendere e mantenere la società vivibile, asservita e prona com’è agli interessi dei potentati economici…

25 luglio 2011

simia

Filed under: Pensierini — canalugi @ 15:55

Ogni giorno ci pigliamo assiduamente per culo sulla natura dell’uomo… figlio di Dio, anima bella, amorevole, compassionevole ecc. ecc. salvo poi stupirci se succede qualcosa tipo l’ultima follia norvegese… affanculo! Ma ci vuole tanto a capire che l’uomo è una scimmia rivestita?

24 luglio 2011

prolessi e analessi

Filed under: Pensierini — canalugi @ 19:51

Oggi ho imparato che Flashback, inteso come tecnica narrativa, in italiano può dirsi ANALESSI, così come Flashforward può dirsi PROLESSI. C’ho così delle parole nostrane per le mani… perché però mi suona strano? Forse perché denunciano apertamente tutta la derivatività della nostra lingua? … magari faccio meglio a continuare a dire flashback… mi sa di si…

16 luglio 2011

ottimismo…

Filed under: Pensierini — canalugi @ 20:08

Comincio ad avercela di tutto cuore coll’ottimismo, ossia buonismo, come va di moda dire. In che senso? Nel senso che orientare il pensiero all’ottimismo inficia le sue capacità di analisi e penetrazione, lo infiacchisce profondamente, lo ottenebra. Il pensiero è una lama forgiata nella lucidità, se la stemperiamo coll’ottimismo il massimo che possiamo raccogliere è un po’ di arguto ottundimento.

Le visioni del mondo dominanti sono impregnate di ottimismo, l’ortodossia esistenziale ne è piena, film e telefilm traboccano di un umanismo buonista sclerotico. E poi libri ne sono impregnati. Io sento il lezzo che spande l’ottimismo…

19 maggio 2011

preoccupazioni

Filed under: Pensierini — canalugi @ 19:17

Il cavaliere sbertucciato c’ha messo la faccia nel movimento per l’aperta degenerazione di questo paese, ma gli altri… tutti gli altri non vedevano l’ora di smettere di preoccuparsi…

8 maggio 2011

picchi

Filed under: Pensierini — canalugi @ 12:53

Mi dispiace dirlo… anzi, non mi dispiace affatto… l’imbecillità sta inondando senza freni lo spazio pubblico. Ho paura. in Italia l’ultima volta che il picco è salito abbiamo eletto Berluskaiser, la volta precedente la crapa pelata è salita in trono… ho paura.

compound

Filed under: Pensierini — canalugi @ 12:47

Mò mi faccio un “compound”, così magari divento famoso… 😉

tuoni

Filed under: Pensierini — canalugi @ 12:47

risuona tuonante in giro per il mondo la parola d’oggi, italicamente ridicola: ” A B B O T T A B A A A A A D” !!!

danze e fruste

Filed under: Pensierini — canalugi @ 12:42

Inondate di stimoli visivi le scimmie ballano sfrenate, i domatori sogghignano soddisfatti e, solo soletto, il buon senso trema e piange dietro una porta…

5 maggio 2011

perdono

Filed under: Pensierini — canalugi @ 11:27

Recentemente ho sentito un tale sostenere, non senza compiacimento, che il nostro paese sia un consorzio umano positivamente incline al perdono. Il tizio dimenticava la semplice e banale verità psicologica che recita: “molto perdona chi molto ha da farsi perdonare” …

26 aprile 2011

Star Wars

Filed under: Pensierini — canalugi @ 16:14

A me Guerre stellari non m’ha mai convinto. Francamente m’è sempre parso un po’ una bambinata, e fra le bambinate neanche una delle più belle. E però, e però qui hai a che fare con qualcosa di più, qualcosa che vive dentro la gente, nell’immaginario, nello spazio dell’epica… è qualcosa che merita rispetto perché occupa questa posizione, perché in qualche modo dà colore e forma ad un significato profondo e condiviso, perché nutre l’immaginazione collettiva e riempie lo spazio archetipico dell’eroismo e dell’avventura… non mi piace la saga ma rispetto in essa quel qualcosa in più che va oltre il mero pregio letterario e cinematografico della storia.

8 aprile 2011

Il Sacro futuribile, ovvero un Futuro Sacro.

Filed under: Pensierini — canalugi @ 17:05

Non serve che faccia alcun diretto riferimento per affermare che il Sacro è importante per l’uomo. Lo ritengo anzi un’evidenza, tale da farsi percepire anche dal più scettico dei pensatori. Certo non coincide con il religioso, non può esaurirsi in una qualsiasi delle religioni positive che lo incorporano e pretendono di coprirne tutti i confini, va oltre ed è oltre, potendo esprimersi in una pluralità di esperienze umane che scorrono nella dimensione del tempo e dello spazio, ossia erano nella storia ovunque nel mondo, sono ovunque nel mondo. Mi azzardo a dire che l’esperienza del Sacro è elemento primo e archetipico, ossia irriducibile ad altro e basilare nella vita umana. Cosa credete che siano i colori di una squadra di calcio per un tifoso appassionato? Oltre a tutto il resto sono qualcosa di sacro, hanno rispetto e venerazione da parte del tifoso, ma sono anche oggetto di rabbia e frustrazione, esattamente come un totem in un clan primitivo.

Cos’è dunque il Sacro? Senz’altro una forza potente, un’energia in grado di uscire dall’animo umano e proiettarsi verso elementi diversi, investendoli e facendoli forti, importanti, eccezionali. È una corrente che può scaricarsi su uno spazio qualsiasi, reale o metaforico, è per ciò stesso capace di trasformare tale spazio in qualcosa dotata di senso e ragion d’essere. È un’energia tanto più forte ed intensa quanto più condivisa fra gli uomini e originata dal più gran numero d’essi. È una forza in grado di cambiare la vita umana, lo spazio dell’uomo…

Non posso pretendere di esaurire in queste poche righe un argomento di tale portata, non potrei neanche probabilmente, poiché mi mancano conoscenze e riflessioni giuste. Ciò che mi preme è solo sottolineare l’esistenza ancora viva, benché in mala salute, dell’esperienza del Sacro, della capacità stessa di generare Sacralità da parte degli uomini.

Cosa ne è oggi del Sacro? Qualche brandello viene gestito dalle religioni positive, qualche altro lo gestiscono movimenti spiritualistici di vario genere (Buddismo, New Age, Esoterismo, Satanismo ecc. ecc.), una gran parte lo utilizza la Società dello Spettacolo e del Consumo per dare lustro ed aurea alle merci messe in mostra, ed infine un altro pezzo se lo gestiscono i singoli a proprio modo usufruendo della capacità insita nella natura umana di generare e convogliare il senso del Sacro. Nel complesso mi pare di poter dire che l’uso complessivo di questa nostra facoltà è brutto, sprecato e stupido.

A che punto siamo oggi, anno 2011? In un punto per niente simpatico della storia universale, quello esatto in cui noi, la miserabile razza umana, stiamo per mandare a puttane la nostra casa comune, il pianeta Terra. Non parlo di uno stretto giro di tempo, non parlo di 5, 10 o 50 anni, parlo del fatto che la direzione presa, l’energia stessa impiegata per procedere in questa direzione è tale oggi per cui il momento di crisi si trova ormai iscritto nella nostra parabola, ineluttabile. Facciamo ancora in tempo? Non lo so, forse, ma in un certo senso non conta per determinare la necessità del cambiamento, perché un cambiamento mi pare assolutamente necessario.

Pensiamo mai seriamente a cosa stiamo lasciando alle generazioni future? Poco, mi pare di poter dire, e certo ci pensiamo senza la giusta carica emotiva, senza la forza sufficiente o il necessario grado di coinvolgimento. Blandamente pessimisti siamo ed intanto godiamo del momento, finché dura almeno, chi vivrà vedrà…

Penso che occorrerebbe sacralizzare il Futuro per salvarlo, lo dico seriamente. Se fossimo in grado di spostare l’investimento emotivo che adesso proiettiamo verso dei falsi, anzi meglio, degli stupidi sacri, distruttivi per lo più… se fossimo in grado di catalizzare l’energia umana verso un Futuro fatto Sacro forse potremmo cambiare il presente, potremmo seriamente tentare se non altro. E non parlo per niente di una svolta coscienziale da riservare all’intimo di ciascuno, ragione necessaria ma non sufficiente, parlo di qualcosa che sia vastamente sociale e coinvolgente, di un movimento grande e forte che possa abbracciare amplissimi strati di popolazione e sia in grado di opporsi al presente per come è, per quello che è.

Ma che discorso è codesto? Un meta-appello laico? Un pasticcio neo-umanistico? Un manifesto post-moderno? Come si fa partendo da una base così fiacca a costruire un’opera cotanta? Non lo so. L’unica cosa che vedo chiaramente è la necessità di farlo con una certa celerità. Ne va del nostro futuro reale.

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